Roma Jazz Festival

“SPEECH” – JAZZ E LETTERATURA

Speech: discorso, orazione, sermone, monologo, soliloquio, racconto.

Questo progetto nasce dalla considerazione che la musica jazz, e quello che rappresenta, ha attraversato il mondo intero influenzando la modalità narrativa di grandi scrittori e poeti creando un legame più profondo di quanto si possa pensare, tra musica e letteratura. Molti esempi interessanti  si  trovano in tutta la letteratura americana, dagli anni ’30 durante il “Rinascimento di Harlem”, agli anni ’50 con la “beat generation” , sino a toccare uno dei suoi punti di espressione più alti con la scrittrice premio nobel Toni Morrison ed il suo capolavoro, “Jazz” (1992), una storia vera narrata in “stile jazz”, basata su un tema centrale, seguito dai vari “a solo”.

Uno stile “jazz”, intrapreso e teorizzato dal grande scrittore americano Jack Kerouac; il suo stile volutamente rapsodico rappresenta un tentativo di rendere sulla pagina scritta l’espressività e l’emotività diretta della musica jazz. Nel suo decalogo della  “prosa spontanea”, egli scrive: “Poiché il tempo è l’essenza della purezza del discorso, il linguaggio è un indisturbato flusso della mente di segrete idee-parole personali, un esprimere (come fanno i musicisti di jazz) il soggetto dell’immagine”. E aggiunge: “(…) Non fate periodi che separino frasi-strutture già confuse arbitrariamente da falsi punti e virgola e da timide virgole per lo più inutili, ma servitevi di un energico spacco che separi il respiro retorico (come il musicista di jazz prende fiato tra le varie frasi suonate)”.

Anche un’altro scrittore della “beat generation”, Gregory Corso, rapporta il suo stile poetico a quello del primo jazz moderno: “Quando Bird Parker o Miles Davis suonano un brano di musica comune, sconfinano in altri piccoli suoni personali e non comuni – be,’ questo è ciò che avviene con la mia poesia – X Y e Z, chiamatelo automatico – io lo chiamo flusso comune (perché alla partenza le parole sono comuni) che viene intenzionalmente distratto e deviato verso il mio suono personale. Naturalmente molti diranno che una poesia scritta in questo modo è grezza, ecc… – e questo è proprio ciò che voglio essa sia – perché l’ho fatta veramente mia – il che è inevitabilmente qualcosa di nuovo – come tutto il buon jazz spontaneo, la novità è accettabile e attesa – dalla gente scaltra che sta a sentire”.

Esiste, dunque, una scrittura jazz che si traduce in un uso del linguaggio prossimo alla espressione spontanea, che vive di improvvisazioni, che respira la libertà creativa e non da meno una scrittura sul jazz, quella biografica e saggistica, molto ricca di esempi di alto livello letterario che affonda le sue radici nella comunità la quale si raccoglie per ascoltare le storie dei propri inesauribili storyteller.

“Questo l’ho suonato domani”, dice Parker dopo un assolo nel bel racconto “Il Persecutore” (1959), che segna una svolta nella produzione dello scrittore argentino naturalizzato francese, Julio Cortàzar, un omaggio lirico al mondo del jazz, pagine scritte “in presenza” e “in tempo reale”, come un unico assolo struggente. Perché il jazz è, in realtà, come la poesia: tutto accade nel presente.

Testi teatrali, letteratura, poesia, readings, liriche, si confronteranno in un continuum con la musica di grandi musicisti jazz, in questa 37ma edizione del Roma Jazz Festival dal titolo “Speech”.

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18 ottobre 2013

ANTEPRIMA
PAOLO FRESU / MARTUX_m
101 MICROLEZIONI DI JAZZ di Filippo Bianchi

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA PETRASSI ore 21.00

Paolo Fresu, tromba; Martux_m aka Maurizio Martusciello, elettronica.

Attraverso frammenti, “perle di saggezza”, distillati di musica, parole e immagini, viene messo in scena il jazz. Così il libro “101 Microlezioni di jazz”, diventa spettacolo. Paolo Fresu e Martux_m interagiranno tra di loro e con le immagini e le parole. Si susseguiranno standard più o meno noti e composizioni originali. Si alterneranno  “swing”, elettronica, brani acustici, tempi veloci e ballad mentre scorreranno sullo schermo i ritratti dei protagonisti del libro di Pierpaolo Pitacco e le frasi, l’epigrafi e le interpunzioni di Filippo Bianchi.

Paolo Fresu
A questo punto della sua fortunata e lunga carriera, non serve più enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che lo hanno imposto a livello internazionale e che fanno sistematicamente ed ecumenicamente amare la sua musica: dentro al suono della sua tromba c’è la linfa che ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo, la profondità di un pensiero non solo musicale, la generosità che lo vuole “naturalmente” nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, l’enorme ed inesauribile passione che lo sorregge da sempre.il presente di Paolo è – come al solito – turbinoso, degno dell’artista onnivoro e creativo che tutti riconoscono in lui.

Martux_m
Martux_m alias Maurizio Martusciello, è un artista che lavora essenzialmente su sensazioni ritmiche, dinamiche, temporali, tattili e cinetiche, utilizzandoindifferentemente sia il canale sonoro che quello visivo. Musicista, compositore, performer, sound artist, produttore. Inizia la sua attività professionale trasferendosi a Roma negli anni ’90, e fonda gruppi di musica d’avanguardia e di sperimentazione.Nel 1995 fonda il gruppo di lavoro Ossatura, al quale seguiranno Metaxu, Zelle e Dogon: gruppi italiani che da subito si impongono nella scena sperimentale internazionale. Di lì la consacrazione in Italia come in altri paesi dell’Europa. I suoi progetti con Danilo Rea, Paolo Fresu, Francesco Bearzatti e Fabrizio Bosso, mirano a fondere il linguaggio del jazz con l’elettronica.

Filippo Bianchi
A partire dagli anni Settanta l’attività di Filippo Bianchi in ambito jazzistico si è dispiegata in molteplici direzioni: come conduttore di trasmissioni radiofoniche della RAI, come giornalista (la Repubblica, il Manifesto, l’Unità, il Sunday Times, il mensile Musica Jazz, di cui è stato il direttore per una decina d’anni fino alla fine del 2011). oltre che come organizzatore e direttore artistico d’importanti festival. Nel 1987 è stato l’ideatore del Europe Jazz Network. Nel 2003 l’Ambasciata di Francia gli ha assegnato il premio Django d’or. Autore di due pièces teatrali, fra i suoi libri sono da ricordare Il secolo del jazz (Bachilega Editore, 2008) e 101 microlezioni di jazz (22 publishing, 2011).
Da quest’ultimo, che raccoglie una serie di massime, definizioni, aforismi di vari autori sul jazz, è stato tratto lo spettacolo multimediale “Microlezioni di jazz”.

 

20 ottobre 2013

JOSHUA REDMAN QUARTET

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA SINOPOLI ore 21.00

Joshua Redman, sassofono; Aaron Goldberg, pianoforte; Reuben Rogers, contrabbasso; Gregory Hutchinson, batteria. Voce recitante: Paolo Rossi.

Figlio del celeberrimo sassofonista Dewey Redman, iniziò a farsi notare nel mondo del jazz nei primi anni Novanta con uno stile tutto suo, fortemente legato alla tradizione e orientato a una raffinata costruzione melodica. In seguito un’inarrestabile ascesa artistica lo ha visto a capo di gruppi propri formati da musicisti destinati al successo: la sua prima band stabile, infatti, annoverava Brad Mehldau, Christian McBride e Brian Blade. Dopo numerosi album in studio e collaborazioni con artisti di grande calibro, oggi Redman è tra i tenorsassofonisti più ammirati del panorama internazionale ed è considerato uno dei musicisti afroamericani più influenti tra quelli emersi alla fine del Novecento.

Dieci dicembre (Tenth of December), George Saunders
Ed. minimum fax 2013
Tutt’altro che un nuovo arrivato per i lettori più attenti. Nel 1992 ha pubblicato il suo primo racconto nel The New Yorker e da allora le sue nuove storie debuttano regolarmente nella sezione narrativa della stessa rivista. Vincitore del prestigioso premio MacArthur Fellowship nel 2006, George Saunders s’impone come un nome, riconosciuto e stimato da pubblico e critica, soprattutto dopo la pubblicazione della sua raccolta di racconti “Tenth of December” (gennaio 2013).

Paolo Rossi
In scena da più di trent’anni,  passando con successo dalla televisione al grande teatro,  Paolo Rossi esordisce nel 1978 diretto da Dario Fo. Dopo un lungo periodo nella compagnia del Teatro Dell’Elfo, lavora con Elio De Capitani, Gabriele Salvatores e Carlo Cecchi. Il suo riconoscibilissimo stile si impone alla fine degli anni ’80, con spettacoli come “Chiamatemi Kowalski” e “Le visioni di Mortimer”. Nel 1992, approda alla televisione con il programma “Giù la testa” su Rai 3 e, successivamente a molte altre apparizioni come ospite in numerose trasmissioni, conduce “Scatafascio” su Italia1.
Dopo alcuni grandi successi teatrali come “Rabelais” e “Questa sera si Recita Molière – Dramma da ridere in due atti”, dal 2002 al 2004 è in tournée con “Il Signor Rossi e la Costituzione – Adunata Popolare di Delirio Organizzato” e “Il Signor Rossi contro l’Impero del male”; nel 2009 torna sulle scene con grande successo con il “Mistero Buffo” di Dario Fo, prodotto da La Corte Ospitale di Rubiera. Quest’ultima è anche produttrice dei suoi ultimi spettacoli “Serata del disonore” e “L’amore è un cane blu – La conquista dell’Est”,  il quale ha inaugurato la stagione teatrale 2013/14 del Piccolo Teatro di Milano.

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21 ottobre 2013

FUTBÒL
Ispirato ad un racconto di Osvaldo Soriano

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA PETRASSI ore 21.00

Javier Girotto, sassofoni; Peppe Servillo, voce: Natalio Mangalavite, piano.

Javier Girotto, uno dei musicisti più sensibili e capaci del momento, e Peppe Servillo cantante, attore napoletano e componente della famosa band Avion Travel. Rapporto, quello tra i due artisti, che risale ad alcune partecipazioni di Servillo ai progetti di Aires Tango e che si è evoluta nella formazione del Trio S.G.M. (Servillo-Mangalavite-Girotto) che ha portato alla pubblicazione di due album: L’Amico Di Cordoba e Futbòl.

Futbòl, Osvaldo Soriano
Ed. Einaudi 2006
La partita di futbòl più divertente della storia della letteratura, tra zuffe epiche, revolverate, portieri con la dissenteria e campi da gioco tracciati con polveri bianche dai magici poteri.
Nel Messico più sperduto e profondo si consuma una scalcinata commedia degli equivoci di irresistibile comicità. Ambientato in un immaginario paesino messicano, narra la storia farsesca dei suoi abitanti alle prese con un misterioso carico precipitato con un aereo. Trattasi di “polvere bianca” che viene scambiata per concime. Racconto leggero e divertente.

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22 ottobre 2013

VIJAY IYER TRIO

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA PETRASSI ore 21.00

Vijay Iyer, piano; Stephan Crump, contrabbasso; Marcus Gilmore, batteria. Voce recitante, Iaia Forte.

Vijay Iyer è un talento singolare: connubio di ritmo energetico e delicatezza emotiva che, unitamente ad uno strabiliante equilibrio compositivo, risulta unico. Compositore proiettato verso un’era futura, attinge da linguaggi musicali europei, asiatici ed africani. La musica si fa strumento di conoscenza e ricerca dell’Io mantenendo uno stampo sofisticato ed emozionante per la platea che viene periodicamente scossa da improvvisazioni esuberanti. Sarà perché applica al pianoforte l’approccio proprio di un ricercatore scientifico (ha studiato matematica e fisica prima a Yale poi a Berkeley) che si spinge oltre i confini. Fatto sta che all’ascoltatore non rimane che constatare che la forza dell’arte è tutta nella capacità di dare indicazioni per un tempo al di là da venire.

Ritratti in jazz (Portrait in Jazz)
Haruki Murakami
ed. Einaudi 2013
Scrittore giapponese tra i maggiori dei nostri tempi, a partire da alcuni brani jazz, tra quelli a lui più cari, ci regala dei racconti di vita ispirati al suo passato di proprietario di un jazz club a Tokyo. Esperienze intense che ha saputo trasformare attraverso un stile originale che si è lentamente imposto. Murakami è un vero alfiere della buona scrittura, solida e fluida quanto basta per trovarla musicalmente gradevole, con un ritmo orecchiabile che ne conferma l’efficacia e una fragranza lessicale sapientemente dosata. Ecco che un libro non è solamente una sequenza di parole ma un prodotto che ha un’estetica, ha un gusto, ha una melodia, è la naturale combinazione di tutti i sensi e di tutte le espressioni artistiche. I personaggi di Murakami sono attori che si muovono su un palcoscenico complesso, dove recitano una parte non sempre evidente, finendo col sembrare ciò che non sono, riservando una sorpresa finale che spiazza e affascina il lettore. Murakami scrive una storia per raccontarne un’altra, in cui spesso intervengono elementi estranei, alieni a sconvolgere la normale percezione della realtà.

Iaia Forte
Attrice napoletana, si diploma al Centro Sperimentale di Cinematrografia nel 1989. Nel cinema si afferma nel 1993 con “Libera” di Pappi Corsicato, con il quale realizza anche altri film come “I buchi neri” e “Chimera”. Vince nel 1997 il Nastro d’Argento e il Globo d’oro come migliore attrice protagonista per “L’una e l’altra” di Maurizio Nichetti e lavora successivamente con molti registi tra cui Marco Risi e Renato De Maria. In teatro, dopo aver vinto il Premio della Critica come migliore attrice nel 1995 per “Il misantropo” di Toni Servillo, continua la sua carriera al fianco di Carlo Cecchi, Luca Ronconi, Emma Dante e Federico Tiezzi. Nel 2013 è tra i protagonisti dell’ultimo film di Paolo Sorrentino “La grande bellezza” e del film “Miele” diretto da Valeria Golino.

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24 ottobre 2013

MULATU ASTATKE “SKETCHES OF ETHIOPIA”

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA SINOPOLI ore 21.00

Mulatu Astatke, vibrafono, Wurlitzer, Percussioni; Byron Wallen, tromba; James Arben, sax; Danny Keane, cello; Alexander Hawkins, piano; Neil Charles, contrabbasso; Tom Skinner, batteria; Richard Olatunde Baker, percussioni.
Letture di Gaia Riposati dal libro “Regina di fiori e di perle“ di Gabriella Ghermandi.

Lanciato dalla serie di album Ethiopiques, il nome del percussionista e orchestratore etiope ha raggiunto un apice di successo più diffuso con due memorabili esibizioni tenute nel giugno 2008 a Londra e Glastonbury, capaci di mettere d’accordo chi insegue lo stimolo cerebrale e chi predilige la fisicità. Impresa non facile, in passato riuscita solo a calibri epocali come Talking Heads, Art Ensemble Of Chicago e Miles Davis. Artisti che travalicavano etichette e distinzioni ferree, scavano una nicchia storica di propria pertinenza dalla quale indicano vie che molti altri a percorreranno. Nella musica di Astatke si respirano intuito e talento, arguzia e genuinità. Una Musica splendida che fa della comunicazione un credo e dell’abbattere le barriere un vanto; che non si ripiega su se stessa ma scuote, induce a pensare e frattanto riempie di gioia.

“Regina di fiori e di perle” Gabriella Ghermandi
(Donzelli Editore 2007)

Italo-etiope, è nata ad Addis Abeba, da parecchi anni vive a Bologna, città originaria del padre.Nel 1999 ha vinto il 1 Premio del concorso per scrittori migranti dell’associazione Eks&Tra, promosso da Fara Editore. Ha pubblicato racconti in varie collane e riviste. Seguendo l’arte della metafora tipica della tradizione culturale etiope, scrive e interpreta spettacoli di narrazione. Conduce laboratori di scrittura creativa nelle scuole, sulla ricerca della identità unica. In Aprile è uscito il suo primo romanzo “Regina di fiori e di perle “ per Donzelli Editore. Un romanzo che percorre oltre cento anni di storia, dal tempo di Menelik ai giorni nostri.Un lungo viaggio nel tempo e nello spazio, in cui scorrono la vita e le vicissitudini di una famiglia etiope. A cavallo tra lingue ed etnie, tra nazioni e continenti, tra occupazioni militari e guerre fratricide, si dipanano le mille storie di questa Shahrazade dei nostri tempi, fiera delle sue origini etiopi ed eritree, e insieme capace di usare la lingua italiana con ‘intensità e precisione.

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25 ottobre 2013

JAZZ IN SUBURRA
DANILO REA

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA PETRASSI ore 21.00

Danilo Rea, piano.

Letture di Fabrizio Gifuni dal libro “Suburra”
Introducono gli autori
Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo

Suburra (Einaudi 2013)

Nei giorni della Suburra nessuno piú è innocente.

«Il Libanese era morto. Tanti altri erano morti, qualcuno era diventato infame, qualcuno si faceva la galera in silenzio, sognando di ricominciare, magari con un lavoretto senza pretese.
Il Samurai era ancora là. L’antico nome di battaglia denunciava ormai soltanto sogni abbandonati. Ad affibbiarglielo era stato il Dandi, ma lui aveva cercato di esserne degno. E il potere, quello, era concreto, vivo, reale. Il Samurai era il numero uno».

Danilo Rea
Danilo Rea riesce ad attirare l’attenzione degli ascoltatori soprattutto grazie alla grande versatilità e all’apertura musicale. Dopo gli studi di pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e l’esperienza come musicista nel mondo del progressive rock, Danilo debutta nel mondo del jazz con il “Trio di Roma” nel 1975, raggiungendo la notorietà internazionale. Inoltre la sua musica è ricca di sorprendenti momenti di improvvisazione di grande lirismo che gli sono valsi l’accostamento al grande Keith Jarrett. Tuttavia, a differenza della star americana, Rea trae la propria ispirazione dalla tradizione musicale della sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano, piuttosto che dal “Great American Songbook”. E quindi non sorprende che in Italia venga considerato come il grande poeta tra i musicisti di jazz e che sia diventato famoso suonando con molti cantautori e cantanti come Claudio Baglioni, Mina e Gino Paoli.

Giancarlo De Cataldo
Giancarlo De Cataldo è nato a Taranto ma vive a Roma, dove è Giudice presso la Corte d’Assise. Scrittore, traduttore, autore di testi teatrali e di sceneggiature, ha pubblicato molti libri. È noto al pubblico soprattutto per Romanzo criminale (2002), dal quale sono stati tratti l’omonimo film diretto da M. Placido. Tra le altre pubblicazioni si ricordano Nero come il cuore (1989, il suo romanzo di esordio), Minima criminalia. Storie di carcerati e carcerieri (1992), Il padre e lo straniero (1997), Teneri assassini (2000), Nelle mani giuste (2007), Trilogia criminale (2009), I traditori (2010). Oltre a scrivere alcuni testi teatrali, ha collaborato alla sceneggiatura della fiction TV Paolo Borsellino (2004) e del film Noi credevamo (2010) di M. Martone. Nel 2011 ha pubblicato insieme a Camilleri e Lucarelli, Giudici, del 2012 è Io sono il libanese, prequel di Romanzo criminale, mentre sono dell’anno successivo Cocaina, scritto con Carofiglio e Carlotto, incentrati sul tema della droga nella società moderna. Ultimo lavoro, Suburra, scritto insieme a Carlo Bonini, noir ambientato nella Capitale.

Carlo Bonini
Carlo Bonini è nato nel 1967 a Roma ed è inviato speciale del quotidiano «la Repubblica», dove è arrivato dopo aver lavorato per «il manifesto» e «il Corriere della sera». Ha pubblicato per Tropea La toga rossa e Il fiore del male. Con Einaudi Stile libero ha pubblicato il reportage narrativo Guantánamo, Il mercato della paura, con Giuseppe D’Avanzo, Acab. All Cops Are Bastards e Suburra, con Giancarlo De Cataldo.

Fabrizio Gifuni
E’ uno dei volti nuovi del cinema italiano. Ha lavorato per parecchio tempo in teatro, accanto a Carla Signoris. Grazie a questo primo ruolo, Gifuni si è messo immediatamente in luce per la sua interpretazione vivace e colorita. Dopo questo buon esordio ha interpretato, film molto diversi tra loro per stile e genere. Con “Il partigiano Johnny” (2000) di Guido Chiesa, è emerso appieno tutto il suo talento. Susseguentemente è sato diretto da Giuseppe Bertolucci, Ridley Scott, e Nina Di Majo. Nel 2003 fa parte del cast di “La Meglio Gioventù” di Marco Tullio Giordana. Nel 2010 interpreta il ruolo dello psichiatra Franco Basaglia, C’era una volta la città dei matti…, regia di Marco Turco. Tra il 2011 e il 2012 prende parte ai film La criptonite nella borsa di Ivan Cotroneo, e Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana, dove interpreta il ruolo di Aldo Moro.

25 ottobre 2013

ANTHONY JOSEPH – THE SPASM BAND

Lanificio 159
Via di Pietralata 159 - Roma

Ore 19.30 - Reading
Ore 22.00 - Concerto

Anthony Joseph, voce; Andrew John, basso; Christian Arcucci, chitarra; Colin Webster, sassofono; Marijus Aleksa, batteria; Will Fry, percussioni

Anthony Joseph è uno dei principali scrittori della sua generazione. Poeta, scrittore, accademico e musicista. Nato a Trinidad, vive nel Regno Unito dal 1989. È autore di tre raccolte di poesie, un album spoken word e un romanzo di culto afro-futurista (“The African Origins of UFOs”) edito da Salt Publishing nel 2006. Nel 2004 è stato selezionato dall’Arts Council come uno dei 50 scrittori neri e asiatici che hanno dato il maggior contributo alla letteratura contemporanea britannica.

Il suo talento si esprime al meglio soprattutto nella musica. Anthony Joseph sonorizza i suoi testi affidandone la parte musicale al gruppo The Spasm Band, una formazione che suona una sorta di “jazz selvaggio”. Anthony Joseph inventa, quindi, un’esplosiva formula musicale, opera di un genio che scrive poesia come se fosse musica e musica come fosse poesia: voodoo caraibico, funk purissimo e agilità improvvisativa jazz. Un nuovo punto di riferimento della diaspora africana.

“È pura letteratura, nel senso che Anthony Joseph è prima di tutto uno scrittore, trasportata con espressiva violenza in musica. Una miscela rovente funk e jazz al servizio di un progetto che ricorda i reading di poesia in jazz.”
Gino Castaldo – la Repubblica, 11/12/2011

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26 ottobre 2013

“LE COSE NON SONO MAI COME SEMBRANO”
ROY PACI CORLEONE / CARLO LUCARELLI

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA PETRASSI ore 21.00

Roy Paci, tromba; Andrea Vadrucci, batteria; Guglielmo Pagnozzi, sax contralto; John Lui, chitarre; Alberto Turra, chitarra; Marco Motta, sax baritono. Voce recitante Carlo Lucarelli.

Torna CorLeone, una delle molte anime di Roy Paci, forse la meno conosciuta al grande pubblico. In CorLeone trovano posto il jazz sperimentale, i riferimenti alla no wave newyorkese, le contaminazioni alla Naked City di John Zorn, le provocazioni di Mike Patton, gli echi del Miles Davis elettrico arrabbiato di Live Electric and Brutal, tra mille altri possibili riferimenti. Roy Paci ha coinvolto all’interno del progetto musicisti che hanno un’impronta musicale eterodossa, per ottenere un impatto non etichettabile. Le composizioni hanno volutamente un respiro universale grazie alle diverse tecniche d’improvvisazione non necessariamente jazzistiche.

Carlo Lucarelli
Il suo esordio letterario avvenne con il giallo Carta bianca del 1990, il primo di una lunga serie di noir a sfondo poliziesco, genere per il quale è conosciuto anche all’estero. Scrive anche per diversi giornali o riviste ed ha vinto numerosi premi letterari. Si è occupato di molteplici attività: per la televisione è stato autore di un programma condotto da Adriano Celentano, conduttore del programma Blu notte dal 1998 e per il fumetto ha firmato il soggetto del n.153 di Dylan Dog (La strada verso il nulla). Ha fondato “Gruppo 13″ un’associazione di scrittori di romanzi gialli della Romagna e cura la rivista telematica: Incubatoio 16. Insegna anche scrittura creativa alla Scuola Holden a Torino e nel carcere Due Palazzi di Padova. Carlo Lucarelli si può certamente annoverare tra gli appartenenti alla migliore tradizione del giornalismo investigativo italiano.

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27 ottobre 2013

AVISHAI COHEN STRINGS PROJECT

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA PETRASSI ore 21.00

Avishai Cohen, basso & voce; Nitai Hershkovits, pianoforte; Ofri Nehemya, batteria; Cordelia Hagmann, violino; Amit Landau, viola; Noam Haimovitz Weinschel, Viola; Yael Shapira, violoncello; Yoram Lakis, oboe. Voce recitante, Paolo Calabresi.

Avishai Cohen si è guadagnato una reputazione come uno dei più grandi bassisti del mondo, attraverso i suoi numerosi concerti con Chick Corea nei suoi primi anni e come ideatore di numerosi progetti musicali. Le sue ricche composizioni con brani in ebraico, spagnolo e ladino uniscono le sue radici israeliane con il suo background jazz. Il suo ultimo lavoro, Avishai Cohen Strings Project, è il culmine di questo viaggio musicale, che porta a fondere due mondi, la musica da camera classica e il jazz. Al centro della musica di Cohen c’è un quartetto d’archi con una sola differenza: Cohen ha sostituito uno dei violini con una viola al fine di beneficiare di suo timbro più scuro e creare più profondità. Un oboe si aggiunge all’ensemble e il tutto si unisce al trio di Cohen con Nitai Hershkovits al pianoforte e Ofri Nehemya alla batteria. Il canto soave di Cohen crea un sottile stato d’animo che completa l’orchestrazione delle sue composizioni. La performance della serata prevede arrangiamenti di alcune canzoni d’amore israeliane, come ‘Nigun Atik’ del poeta Nathan Alterman e melodie scritte da Mordechai Ze’ira, uno dei compositori preferiti di Cohen. Canzoni in Ladino sono state arrangiate per archi, incluso il brano argentino ‘Alfonsina Y El Mar’. Il risultato è una musica sublime e commovente eseguita con una forte dinamica prodotta da un insieme veramente dotato.

Concerto in esclusiva, unica data italiana.

Il gioco preferito (The Favourite Game)
Leonard Cohen
ed. minimum fax 2013
Leonard Cohen è uno dei più grandi cantautori contemporanei. Il gioco preferito, pubblicato originariamente nel 1963, è la storia della giovinezza di Lawrence Breavman, figlio unico di una ricca famiglia ebrea di Montreal e alter ego dell’autore. Costruito per capitoli che sembrano altrettanti virtuosistici cortometraggi, il libro è un esuberante romanzo di formazione in cui lo scrittore canadese Michael Ondaatje ha visto un degno erede del Ritratto dell’artista da giovane joyciano, e che ha raggiunto fin da subito lo status di libro di culto.

Paolo Calabresi
Attore romano di cinema e televisione, ha recitato in teatro con Giorgio Strehler, Massimo Castri, Giorgio Albertazzi e Luca Ronconi. Partecipa a numerose fiction tra cui R.I.S., Distretto di polizia, La squadra e nella fortunata serie Boris.
Dal 2008 è una delle iene del programma televisivo in onda su Italia 1.

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28 ottobre 2013

AMIRI BARAKA WORD MUSIC

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA PETRASSI ore 21.00

René Mc Lean, saxofono contralto; D.D. Jackson, pianoforte; Calvin Jones, contrabbasso; Pheeroan akLaff, batteria.

Ininterrottamente sulle scene della cultura americana sin dagli anni cinquanta è considerato uno dei maggiori poeti e intellettuali afroamericani del secondo Novecento. Dopo un apprendistato tra le fila della bohème beat del Greenwich Village, divenne famoso come autore di Blues People, pubblicato nel 1963 con il nome di LeRoi Jones e tradotto nel 1968 per Einaudi con il titolo Il Popolo del Blues. Nei quarant’anni successivi LeRoi Jones / Amiri Baraka ha pubblicato una ventina di raccolte di poesia, inciso numerosi dischi, dato vita a una quantità di testi teatrali, diverse opere-jazz, otto volumi di saggi, almeno un paio di romanzi, parecchi racconti e, in qualità di performer, ha collaborato con i maggiori jazzisti americani. Ha ricevuto diversi importanti premi e riconoscimenti. Poeta, narratore, scrittore di teatro, saggista, critico musicale, editore e attivista politico: questi sono i volti di Amiri Baraka/LeRoi Jones. La sua poesia, partita con obiettivi puramente estetici, è andata via via riflettendo le sue scelte politiche, mettendo in questione il ruolo dell’arte e dell’artista.

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29 ottobre 2013

ANTONELLO SALIS / PAOLO ANGELI / GAVINO MURGIA / MARCELLO FOIS
“FANTASTICHE FRATTAGLIE: cibi favolosi per tempi grami”

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA PETRASSI ore 21.00

Testi e voce recitante Marcello Fois; Gavino Murgia, sax soprano, flauti, samplers; Antonello Salis, pianoforte, fisarmonica; Paolo Angeli, chitarra sarda preparata

I ricchi mangiavano la carne e i poveri le viscere. I primi il muscolo, gli altri le ossa. Dai tempi dei tempi la favola del cibo racconta una storia fatta di soprusi e rivoluzioni. Quanti uomini morirono di fame per capire che si sopravviveva solo mangiando? “Fantastiche Frattaglie” è un viaggio di parole e musiche, intorno alla favola bella della pancia piena, scandito in tappe come ad esempio “I capponi di Renzo Tramaglino”, “Hansel e Gretel sono una cena?” e “Le brioches di Maria Antonietta”. Tre Grand Gourmet: Antonello Salis, Gavino Murgia, Paolo Angeli, alle musiche accompagnati da un maggiordomo, Marcello Fois, alle parole. Una cena fantastica che ingrassa lo spirito.

Antonello Salis
Da trent’anni Antonello Salis destabilizza come un benefico terremoto il mondo del jazz italiano. Nato nel 1950 a Villamar, in provincia di Cagliari, questo pianista, fisarmonicista, ha introiettato giovanissimo lo spirito della musica afroamericana come quello, motorio e gioiosamente dissonante, della sua terra natale. Ne è nato un vero fenomeno musicale, un “performer” inarrestabile cha ad ogni concerto sembra scoprire da zero le possibilità dei propri strumenti.

Marcello Fois
Scrittore, vive a Bologna da molti anni. Laureato in Italianistica, è un autore prolifico, non solo in ambito letterario in senso stretto, ma anche nel campo teatrale, radiofonico e della fiction televisiva. Esordisce nel 1992 con il romanzo “Picta”, vincitore del Premio Italo Calvino, al quale sono seguiti numerosi altri libri (e altri premi), tra cui “Nulla” (Il Maestrale 1997, Premio Dessì) sino a “Nel tempo di mezzo” (Einaudi 2012, finalista al Premio Strega).

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30 ottobre 2013

CHISCIOTTIMISTI
di Erri De Luca

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA PETRASSI ore 21.00

Erri De Luca, voce recitante; Gabriele Mirabassi, clarinetto; Gianmaria Testa, chitarra.

Una narrazione vocale e sonora che avvolge e trasporta fra il pubblico, come vento di maestrale, le umane vicissitudini di Alonso Chisciano o meglio don Chisciotte, personaggio in cui ogni spettatore può trovare un segno della sua personale esistenza: quell’attimo vissuto o percepito almeno una volta nella vita come missione per contrastare ingiustizie, riparare torti. Pur se lo scorrere del tempo ha scolorito le gesta e l’epopea della cavalleria errante, permane la volontà o l’illusione di non dare la resa, nemmeno dinanzi al manifestarsi dell’evidenza, di un arrivo in ultima posizione ed a tempo scaduto. Volare, volteggiare con l’immaginazione nella realtà quotidiana rendendo irreale quel che appare vero, materializzarlo in un atto e realizzare una cosa apparente e tangibile. Il sogno o il pensiero diventa possibile anche ad occhi aperti ascoltando il suono provocato dal soffiatore di clarinetto.

Gabriele Mirabassi
È uno dei massimi virtuosi odierni del clarinetto a livello internazionale. Dopo il diploma, conseguito col massimo dei voti con lode, la sua formazione musicale nei primi anni ha riguardato le tecniche esecutive peculiari della musica contemporanea. Parallelamente ha cominciato a lavorare professionalmente in ambito jazzistico, attività che a partire dall’incisione di “Coloriage” (1991), in duo col fisarmonicista Richard Galliano, è diventata a mano a mano sempre più consistente fino a diventare esclusiva.

Gianmaria Testa
Classe 1958, vive nelle Langhe in Piemonte, ma è stato scoperto inizialmente in Francia, Paese dove ha trovato maggior fortuna dopo aver vinto il primo premio al Festival di Recanati nel 1993 e nel 1994. In Italia la sua vera forza è stata ed è ancora il passaparola.

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31 ottobre 2013

SHADOWS, le memorie perdute di Chet Baker
FABRIZIO BOSSO / JULIAN MAZZARIELLO / MASSIMO POPOLIZIO

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA SINOPOLI ore 21.00

Fabrizio Bosso, tromba; Julian Mazzariello, pianoforte; voce recitante Massimo Popolizio.

Fabrizio Bosso
Fabrizio Bosso, tecnicamente impeccabile, una grafia personale, in cui il colore e la dinamica del suono non sono mai scontati, il senso dello swing è spinto agli eccessi, la tensione creativa è costante anche nell’interpretazione di standard. Nel 1999 viene votato come Miglior Nuovo Talento del jazz italiano dal referendum della rivista Musica Jazz, ma sono gli ultimi anni a incoronare Fabrizio come uno dei più grandi musicisti italiani. Dapprima con il successo nel 2007, per la Blue Note/Emi Italia, “You’ve Changed”,per giungere al doppio riconoscimento del referendum della rivista Musica Jazz, vincendo per il Miglior disco del 2009 con “Stunt”, in coppia con Antonello Salis, e aggiudicandosi anche la corona del miglior trombettista dell’anno.

Julian Mazzariello
Il pianista italo/inglese Julian Oliver Mazzariello è nato in Inghilterra nel 1978 ed ha vissuto nella provincia della capitale britannica per i suoi primi 17 anni. Da sempre a contatto con il mondo della musica, vince, in tenera età, un prestigioso festival nazionale di giovani promesse. Dal ‘96 si è stabilito a Cava de’ Tirreni, dove si è subito portato alla ribalta del panorama jazzistico salernitano, collaborando prima con artisti locali, e giungendo poi a fama nazionale, con la partecipazione al penultimo disco e tournè di Lucio Dalla. Altra importante collaborazione artistica quella con il quartetto di Stefano Di Battista.

Chet Baker – Come se avessi le ali. Le memorie perdute
ed. minimum fax 2009
Per la prima volta Chet Baker – il “James Dean” dei musicisti, progenitore del cool jazz – ci fa ascoltare la sua vera voce, lasciandoci entrare nel suo mondo scompigliato e affascinante. In questo prezioso memoriale, scoperto a dieci anni dalla sua morte misteriosa, si susseguono ricordi d’infanzia, vividi e complicati rapporti d’amore, l’esperienza del carcere e delle droghe e infine – naturalmente – la musica. Durante tutto l’arco della sua vita Chet Baker torna sempre infatti a rifugiarsi sotto le ali accoglienti delle note della sua tromba e della sua voce inconfondibile.

Massimo Popolizio
Attore teatrale, dal 1993 è uno degli attori più utlizzati dal regista Luca Ronconi per i suoi spettacoli. Nel 1995 e nel 2001 vince il premio Ubu come migliore attore e nel 2006 l’Eschilo d’Oro. Doppiatore cinematografico, ha recitato anche in grandi successi cinematografici come Romanzo Criminale, Il Divo, Mio fratello è figlio unico.

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1 Novembre 2013

NAPOLEON MADDOX – ISWHAT?!

Lanificio 159
Via di Pietralata 159 - Roma

Ore 19.30 - Reading
Ore 22.00 - Concerto

Napoleon Maddox, voce, beatbox; Erik Sevret, sax tenore, EFX; Dave Kane, contrabbasso; 
Hamid Drake, batteria.

Napoleon Maddox, noto al pubblico anche come ‘NapoleonSolo, è un abilissimo rapper, beat boxer, cantante, leader del gruppo ‘socialmente consapevole’ Is What?, fondato nell’autunno del 1996. Uno dei più innovativi e significativi gruppi improvvisativi sulla scena musicale contemporanea. Formatosi a Cincinnati, sposa con formula violentemente e coinvolgentemente teatrale l’improvvisazione recitata, parlata e cantata con l’improvvisazione strumentale, recuperando nel jazz le radici comuni di hip hop e rap regalandoci una caleidoscopica esplosione di vocalità improvvisate, dove il rap, il funky, il soul e l’hip pop (espressione culturale sempre in auge) si fondano e si esaltano. A differenza della maggior parte degli artisti hip-hop, Maddox generalmente si fa accompagnare nelle sue performances da strumenti acustici, compresi contrabbasso e sax.

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2 novembre 2013

MINGUS DYNASTY

Auditorium Parco della Musica - Roma
SALA SINOPOLI ore 21.00

Abraham Burton, sax tenore; Jaleel Shaw, sax alto; Philip Harper, tromba; Conrad Herwing, trombone; Boris Kozlov, contrabbasso; Helen Sung, piano; Donald Edwards, batteria; voce recitante, Francesco Pannofino.

Con la morte di Charles Mingus, sua moglie Sue, si ritrovò tra le mani centinaia di brani inediti dalla portata innovativa sorprendente. Decise allora di rendere fruibile quel grande patrimonio e consegnare le anche semplici intuizioni che emergevano alla sola lettura degli appunti, degli spartiti e forse dall’ascolto di qualche registrazione inedita. Chiamò a raccolta tutti quei musicisti che avevano collaborato con Charles o che in qualche modo avevano magistralmente tratto ispirazione dal suo modo unico ed inimitabile di fare musica, e così fece in modo non solo di salvaguardare nella maniera più adeguata la figura e l’opera di uno dei più grandi jazzisti di tutti i tempi ma di assicurare una naturale quanto mirabile prosecuzione ed evoluzione di quel “genere” particolare che affascina milioni di persone.

Concerto in esclusiva, unica data italiana

“Mingus secondo Mingus”
John F. Goodman
anteprima ed. minimum fax 2014
ll libro presenta delle interviste registrate diversi anni prima della morte del grande contrabbassista catturandone lo spirito schietto e sincero, e rivelandone il giudizio sulla propria opera e sul mondo del jazz. Il libro mostra, con tono rilassato e intimo, la personalità di Mingus, le sua passioni e il suo umorismo, permettendo all’uomo e al musicista di confessarsi e di spiegare il suo modo di intendere la vita e la musica.

Francesco Pannofino
Tra i personaggi più famosi del doppiaggio italiano, ha prestato la sua voce per personaggi come George Clooney, Denzel Washington, Antonio Banderas. Famoso al grande pubblico per aver interpretato René Ferretti nella serie Boris, è stato protagonista in molte produzioni per il cinema e la televisione interpretando, tra gli altri, il personaggio di Nero Wolfe nell’omonima fiction. Nel 2012 ha presentato, insieme a Virginia Raffaele, il Concerto del Primo Maggio da piazza San Giovanni.

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Eventi

“Stile Jazz”

Questo breve ciclo di presentazioni vuole raccontare la scrittura jazz attraverso le emozioni e le suggestioni, le stesse che percepiamo quando ascoltiamo un brano jazz, o una canzone che ci racconta un vissuto personale. Sono libri che parlano la lingua del jazz come i racconti di Geroge Saunders, una delle voci più originali della narrativa americana contemporanea, che affrontano, in maniera lieve e drammatica,  la solitudine, la malattia, il sesso, l’amore e l’ingiustizia. Oppure le prose poetiche a metà fra meditazione e preghiera, del grande cantautore Leonard Cohen. Un confronto con i misteri dell’amore, della morte, del divino.
L’autore Luca Bracaglini, invece,  ci porta nel mondo sfavillante di Broadway alla scoperta del suo rapporto con il jazz. Infine, John F. Goodman ci fa conoscere più intimamente il contrabbassista Charles Mingus, con le sue passioni e il suo senso dell’umorismo, con le confessioni dell’uomo e del musicista sulla vita e sul modo di intendere la musica.

20 ottobre
ReD Restaurant Design
ore 18,30
“Dieci dicembre”
di George Saunders
(minimum fax, 2013)

27 ottobre
ReD Restaurant Design
ore 18,30
“Libro della misericordia”
di Leonard Cohen
(minimum fax, 2013)

26 ottobre 
Sala Ospiti 
ore 19
Over the Rainbow: una storia poco standard
di Luca Bragalini
(EDT 2013)

2 novembre 
Sala Ospiti
ore 19
“Mingus secondo Mingus –  I grandi del jazz di minimum fax ”
di John F. Goodman
(minimum fax, 2014)

Ingresso libero

 


 

“Lezioni di Jazz”
a cura di Stefano Zenni

27 ottobre
Teatro Studio, ore 11
“A Love Supreme. Il corpo e l’anima di John Coltrane”
Viaggio nel capolavoro

3 novembre
Teatro Studio, ore 11
“Peggio di un bastardo: l’autobiografia musicale di Charles Mingus”
Ritratti di jazz

Biglietto:  € 8

Mostra

Street Action

Biodpi, Diamond, Bifido e Stencil Noir, quattro Street Artist internazionali, reduci da mostre e eventi in Europa, scelti per promuovere la cultura Jazz nella Capitale, con l’obiettivo di realizzare un grande “Street-Art-Event”, in occasione del Roma Jazz Festival.
Una iniziativa che, nel suo genere e nelle sue dimensioni, non ha precedenti a Roma. Resa possibile grazie alla IMF Foundation ed supporto della Società di comunicazione 21grammi.
L’obbiettivo è ambizioso: mettere in risalto il forte legame che esiste tra le culture urbane e le radici del Jazz: per sottolineare il bisogno vitale per tutti di valorizzare la musica d’artista.
Ciascun Street Artist, dopo aver ricevuto un “input tematico” dalla IMF Foundation, avrà a disposizione un muro su cui realizzerà la propria opera, i muri individuati sono le stazioni metro – Pietralata, Monti Tiburtini, S.Maria del Soccorso e il muro di Via Fra Albenzio.
Saranno, inoltre, esposte presso la cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, delle riproduzioni su pannelli delle opere realizzate sui muri della città.

Contatti

IMF Foundation
Via Giuseppe Sacconi 19 / G
T./F. +39.06.9020.7045
romajazzfestival@gmail.com

Ufficio Stampa:
Big Time
Claudia Felici 329. 9433329
Fabio Tiriemmi 329.9433332
tel. 06.5012073 – fax 06.5011770
pressoff@bigtimeweb.it

Biglietti

Auditorium Parco della Musica
Viale Pietro de Coubertin, 30 – Roma
Biglietti

Lanificio 159
Via di Pietralata 159 – Roma

Listicket:
Biglietti

La biglietteria è aperta tutti i giorni dalle 11 alle 20
Domenica dalle 11 alle 20;

La biglietteria è aperta dopo le ore 20 per la vendita dei soli concerti serali e chiude mezz’ora dopo l’inizio dell’ultimo evento in programmazione.
Le riduzioni per gli spettacoli di Musica per Roma possono essere applicate esclusivamente al botteghino dell’Auditorium.

ACQUISTI TELEFONICI:
Esclusivo per l’Italia
Tel. 89.29.82 LIS (Lottomatica Italia Servizi)
Clicca e visualizza i costi del servizio
Tel. 06.06.08 Comune di Roma
Dall’estero Tel. +39 06.37.00.106

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Presidente
Mario Ciampà

Consiglieri
Luca Mangano
Omer As

Ideazione e Direzione Artistica
Mario Ciampà

Con la collaborazione di
Minimum Fax

Assistente alla produzione
Francesco Grieco

Amministrazione
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Comunicazione
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Grafica
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