ROMA JAZZ FESTIVAL

Auditorium Parco della Musica – Monk

PRESENTAZIONE DELL’EDIZIONE 2021

JAZZ CODE

Il Jazz è sempre all’avanguardia nei cambiamenti musicali e nelle tematiche sociali, perché è un linguaggio artistico poroso, aperto anche a generi apparentemente lontani.

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La quarantacinquesima edizione del Roma Jazz Festival, dal primo al ventuno novembre, propone diciannove concerti, tra Auditorium Parco della Musica e il Monk: con settanta artisti provenienti da tutto il mondo, e un focus speciale sui progetti dei gruppi italiani.

 

Ascolteremo, quindi, la tromba del newyorkese Theo Croker e scopriremo il suono della tuba di Theon Cross, esponente della più innovativa scena londinese. Esploreremo le sonorità della Napoli più contemporanea con l’italo-tunisina Linda Feki, il rap dei milanesi Studio Murena, lo space funk dei Tangram e il jazz cosmico di Gianluca Petrella, le suggestioni cinematografiche di La Batteria e il jazz elettronico di Ugoless.  Rivivere i mondi virtuali dei videogames con il jazz della Young Art Jazz Ensemble diretta da Mario Corvini, o partecipare ed interagire con app e chat nel concerto di Tin Man & Telephone. Riflettere, meditare e porre attenzione ai diritti civili nella speranza di un futuro migliore con la musica di The Vijey Iyer Trio Francesco Bearzatti, Paolo Damiani, Giovanni Guidi.

 

A completare il programma, i grandi nomi della musica jazz, tra tradizione e avanguardia: Joe Lovano insieme al pianista polacco Marcin Wasilewski, il chitarrista John Scofield in duo con il contrabasso di Dave Holland, il celeberrimo pianista Brad MeHldau, la sassofonista Lakecia Benjamin, il pianista cubano Roberto Fonseca.

Jazz Code, il titolo di quest’anno, racchiude il senso dell’edizione 2021, un codice aperto, che vive di stratificazioni e continue rivoluzioni sempre alla ricerca di nuove forme espressive, proiettato nell’inevitabile futuro tecnologico, alla ricerca di creare un mondo migliore.
Vi aspettiamo. Un saluto dal Direttore artistico.

7, 14, 21, 28 Novembre | h 11:00

Casa del Jazz

MARCELLO PIRAS

OTTO BUGIE SUL JAZZ

Programma
7 novembre – La bugia dell’orchestra
14 novembre – La bugia della politica
21 novembre – La bugia della cultura
28 novembre – La bugia della libertà

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I temi spaziano su questioni ampie: l’identificazione del  jazz con il sassofono, che spunta dappertutto nei manifesti e nei depliant, porta con sé il problema delle mai chiarite origini dell’orchestra jazz. Politica, cultura (nel senso di letteratura, arte, filosofia, fede) e libertà sono temi dalle forti cariche emotive, su cui la diffusione di idee false è stata gigantesca, e spesso voluta. Come sempre, Marcello Piras mette in ogni sua conversazione non solo il suo sapere di ricercatore, noto e apprezzato in tutto il mondo per il suo lavoro innovativo, ma anche la sua arte dell’intrattenimento culturale, ricorrendo a fotografie, dipinti, opere d’arte, documenti storici, manoscritti, musica, film e video. E soprattutto vi è il suo stile di oratore, scientifico e insieme umoristico, che il pubblico della Casa del Jazz conosce da molti anni.

Lunedì 1 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi

MARCIN WASILEWSKI TRIO & JOE LOVANO 

“ARCTIC RIFF”

Joe Lovano, sassofono tenore – Marcin Wasilewski, pianoforte – Slawomir Kurkiewicz, contrabbasso – Michal Miskiewicz, batteria

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L’unione del dinamico trio polacco Marcin Wasilewski con il tenorista americano Joe Lovano, per la prima volta insieme, porta alla luce una musica speciale caratterizzata da un sentimento concentrato e profondo, in cui lirismo e forza sembrano idealmente bilanciati. Il quartetto propone nuovi brani di Marcin e alcuni noti di Joe, così come il classico “Vashkar” di Carla Bley, il tutto arricchito da improvvisazioni collettive con un forte contributo di tutti i musicisti e dall’abilità del basso di Slawomir Kurkiewicz. Marcin Wasilewski è un pianista polacco, nato nel 1975, la sua formazione musicale è stata fortemente influenzata dalla figura d Keith Jarrett. Nel 1990 il suo trio fu notato dal trombettista Tomasz Stańko che lo integrò in un quartetto. Joe Lovano rappresenta oggi, accanto a figure come quella di John Coltrane e Sonny Rollins, uno dei maggiori sax tenori del panorama jazz mondiale. La sua carriera non conosce momenti di pausa, si alterna infatti esibendosi con i maestri jazz più rappresentativi, come Gunther Schuller, Herbie Hancock, Carla Bley, Michael Petrucciani e molti altri ancora.

 

Co- financed by the Ministry of Culture, National Heritage and Sport of the Republic of Poland. Co- organized by the Film and Jazz Music Foundation, Adam Mickiewicz Institute and Istituto Polacco di Roma

Martedì 2 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi

GIOVANNI GUIDI

“LITTLE ITALY”, la speranza di un futuro diverso

Giovanni Guidi, piano, Fender Rhodes – Stefano Carbonelli, chitarra elettrica – Nicolò Francesco Faraglia, chitarra elettrica – Federico Negri, batteria – Giovanni Iacovella, batteria

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Little Italy è un racconto, è una storia di migrazione in musica. Di quando eravamo noi gli Italiani a partire verso l’ignoto alla ricerca di fortune, opportunità o semplicemente dignità. È la storia di giovani donne e giovani uomini che hanno lasciato tutto, che hanno rischiato tutto, che hanno perso tutto o trovato tutto. È la storia attuale di cinque ragazzi. Quattro giovani ed uno che non deve più esserlo. Quattro uomini che non avrebbero mai pensato di incontrarsi nello stesso appartamento, con le finestre che danno su quel mondo nuovo, tra i ricordi del passato e le speranze per il futuro. Per rivivere insieme una nuova storia Perché i giovani non lo sono per sempre, ma quando sono nell’età della scoperta rendono tutto con il sapore di un nuovo amore.

Mercoledì 3 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi

FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA QUARTET – DAVIDE TOFFOLO, Live Painter

“ZORRO”

Francesco Bearzatti, sax tenore, clarinetto – Giovanni Falzone, tromba – Danilo Gallo, basso – Zeno De Rossi, batteria –  Davide Toffolo, live painter

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Continuano gli omaggi a tema del Tinissima Quartet con le loro traiettorie inaspettate: da Tina Modotti a Malcolm X, Thelonious Monk e Woody Guthrie. Francesco Bearzatti, musicista capace di prodigiose innovazioni, straniero sempre e ovunque eppure profondamente italiano, è sempre all’eterna ricerca dell’altro, attirato irresistibilmente dai processi rivoluzionari, purché liberi e mutevoli. Per il suo quinto progetto si ispira per la prima volta a un personaggio di fantasia, Zorro. Una sorta di immaginifica biografia musicale del bandito più amato di tutti i tempi, un simbolo universale di libertà contro ogni forma di oppressione e corruzione.  Una musica avventurosa, passionale e rocambolesca, al pari delle vicende del giustiziere mascherato, che vede la partecipazione di Davide Toffolo, fumettista e leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti, questa volta nei panni di live painter.

Giovedì 4 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli

BRAD MEHLDAU TRIO

TICKETS: da € 26.50 a 30.50

Brad Mehldau, pianoforte – Larry Grenadier, contrabbasso – Jeff Ballard, batteria

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Brad Mehldau, una delle voci più liriche e intime del pianoforte jazz contemporaneo,  ha forgiato un percorso unico, che incarna l’essenza dell’esplorazione jazz, del romanticismo classico e del fascino pop. Dal successo di critica come band leader alla maggiore esposizione internazionale in collaborazioni con Pat Metheny, Renee Fleming e Joshua Redman, Mehldau continua a raccogliere numerosi premi e ammirazione da parte sia dei puristi del jazz sia degli appassionati di musica. Le sue incursioni nella fusione degli idiomi musicali, sia in trio (con Larry Grenadier al basso e Jeff Ballard alla batteria) che in solo, ha visto brillanti rifacimenti di canzoni di artisti contemporanei come The Beatles, Cole Porter, Radiohead, Paul Simon, Gershwin e Nick Drake, accanto al respiro in continua evoluzione delle sue composizioni originali.

Venerdì 5 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio

UGOLESS FEAT: DOMENICO SANNA VISUAL DI DANIELE SPANÒ

Daniele Tittarelli, saxes & Keyboard – Domenico Sanna, piano, fender rhodes & synthesizers – Fabio Sasso, acoustic & electronic drums – Andrea Guastadisegni, modular synthetizer, samplers, drum machine – Daniele Spanò – visual

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Un trio sperimentale, due musicisti di jazz e un Sound Designer & Audio Engineer che tentano di coniugare differenti sonorità, quelle acustiche di batteria e sassofoni a quelle elettroniche di sintetizzatori e campionatori cimentandosi principalmente in composizioni originali o rielaborazioni di ‘citazioni musicali’. Tra le note trovano spazio le storie dei tre musicisti, le loro influenze musicali e culturali; ecco che riferimenti come J. Coltrane, Moondog e Autechre si modulano con campionature di frasi celebri del mondo del cinema, politico e storico, passando da Kubrick a Freud, Zeman ecc.

Sabato 6 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna

YOUNG ART JAZZ ENSEMBLE DIRETTA DA MARIO CORVINI 

“JAZZ IS A (VIDEO) GAME” – Anteprima Nazionale

La Young Art Jazz Ensemble è una formazione musicale nata a Roma, sotto la guida del trombonista e arrangiatore Mario Corvini, e costituita da giovani talentuosi musicisti provenienti da varie regioni italiane quali Lazio, Toscana e Sicilia.

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Nel 2016 e nel 2017 la YOUNG ART JAZZ ENSEMBLE presenta, al Teatro Palladium, la Rassegna “Il jazz va al cinema”, una rassegna musicale ideata e curata da Maurizio Miotti. Altra importante collaborazione è quella che si realizza nel 2019 con la prestigiosa orchestra da camera I Solisti Aquilani, con la quale viene realizzato il progetto musicale “La musica del cinema italiano”. Vista la sua esperienza, quest’anno ha avuto l’incarico dalla IMF Foundation di capofila del progetto “ Virtual Word”, un progetto articolato ed interdisciplinare che vuole esplorare tutte le possibili relazioni che tra le sonorità musicali del Jazz e i videogames, con composizioni ed arrangiamenti originali a commento dei video artistici di filmaker internazionali.  Il progetto è realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Santa Cecilia e della Saint Louis College of Music.

Domenica 7 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi

PAOLO DAMIANI UNIT

“MEMORIE FUTURE”

Paolo Damiani, contrabbasso, direzione musicale – Diana Torto, voce – Giovanni Falzone, tromba – Daniele Tittarelli, sax – Alessandro Paternesi, batteria.

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Paolo Damiani ha creato una nuova band, comprendente alcuni dei più illustri solisti del panorama internazionale. Le composizioni, firmate da ogni componente del gruppo, rappresentano un solido veliero, o alla peggio un salvagente, l’improvvisazione è il viaggio in mare aperto: si possono decidere rotte e approdi o scegliere la via della fuga nel mondo dell’immaginazione. Fuga dalla normalità e dalla pazzia, verso la creazione e nell’inconscio, corpi che respirano all’unisono nel movimento del suono, nell’ascolto. Ci si apre al gioco e all’imprevisto, a ciò che Daniel Pennac definisce hasard, il caso, il rischio: ovvero -secondo il geniale scrittore francese- il principale protagonista di ogni racconto che si rispetti. Il repertorio prevede nuove composizioni e alcuni brani storici del contrabbassista romano, riletti a distanza di tempo: la ripetizione in musica non è mai duplicazione, rappresenta piuttosto l’emergenza di aspetti ignoti, una sorta di memoria del futuro, nell’esperienza di un tempo condiviso.

Domenica 7 Novembre | h 12:00

Monk

THE TANGRAM – RJF NO JAZZ PARTY

Dopo anni di intensa gavetta e di svariati premi vinti, The Tangram sono pronti all’esordio ufficiale, e lo fanno con un brano che si muove in un ambito microwave soul e space funk, inserendosi così nel recente filone neo-soul italiano che, da un po’ di tempo a questa parte, sta sempre più conquistando interesse e consensi.

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 L’introspezione lirica si unisce alla loro estroversione musicale creando un connubio unico di suoni e parole, in un ambiente spaziale e fruttato; anche se il loro sguardo è rivolto costantemente al futuro, la loro musica di stampo internazionale, affonda le proprie radici nella Groove Music.

Domenica 7 Novembre | h 17:00

Monk

LA BATTERIA – RJF NO JAZZ PARTY

Emanuele Bultrini, chitarre – David Nerattini, batteria – Paolo Pecorelli, basso – Stefano Vicarelli, tastiere-synth.

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La Batteria dopo i primi esordi discografici, ribadisce la tradizione della musica da film del nostro paese, partendo dalle atmosfere cinematiche e allargandone i confini, portando alla luce le mille esperienze e i gusti personali dei suoi quattro componenti attraverso un vero e proprio viaggio in cui epoche e generi si fondono nello stile ormai inconfondibile della band. La Batteria condensa, infatti, un’intera colonna sonora di un crime movie all’italiana, dai titoli di testa fino all’inseguimento finale. Prog-rock, funk, hip-hop, free jazz, elettronica, ritmi latini, italo-disco, psichedelia si fondono così in un concerto ricco di suggestioni visive, che ricollegano direttamente La Batteria alla grande tradizione italiana della musica per immagini, senza però intrappolarla nei cliché o nella mera copia carbone di un’epoca irripetibile.

Domenica 7 Novembre | h 21:00

Monk

STUDIO MURENA – RJF NO JAZZ PARTY

Lorenzo Carminati [Carma], voce – Amedeo Nan, chitarra elettrica – Maurizio Gazzola, basso elettrico – Matteo Castiglioni, tastiere e synth – Marco Falcon, batteria – Giovanni Ferrazzi, elettronica, sampler.

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Studio: uno spazio dove creare, ma anche la prima persona singolare del verbo studiare. Murena, un pesce che si nasconde fra le rocce, laddove filtra poca luce. Nasce dall’unione di queste due parole il nome di questo gruppo di cinque studenti di Conservatorio, perlustratori dei fondali marini del jazz, a cui si è infine aggiunto l’MC Carma, un rapper con la voce da granchio che si porta sempre dietro la sua conchiglia. Milano così trova i propri Yussef Kamaal, Kamasi Washington o Bad Bad Not Good, alfieri internazionali di un suono che ha saputo ritrovare contemporaneità.

Lunedì 8 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna

THEO CROKER

“BLK2LIFE”

Theo Croker, tromba, voce, laptopo, efex – Michael King, tastiere – Eric Wheeler, contrabasso – Shekwaga Ode, batteria.

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Ogni viaggio ha bisogno di una guida. Attraverso la sua tromba, Theo Croker narra la storia umana che affonda le sue radici in un’intima esperienza già pregna di coscienza cosmica. L’artista, nominato ai GRAMMY® Award, produttore, compositore, nonché leader, influencer e paroliere decostruisce momenti di eroismo, prove, tribolazioni, risvegli e apoteosi insieme con un pastiche musicale. BLK2LIFE || A FUTURE PAST è una celebrazione delle origini afro e un recupero della propria cultura, tra meditazioni, psilocibina e viaggi astrali, con importanti implicazioni e risonanze spirituali.  “All’inizio, l’universo è nato da un buco nero. Tutto è venuto dall’oscurità. Il nero è una combinazione di tutti i pigmenti. Quindi, tutte le culture sono piene di questa ricca oscurità. Non è una dichiarazione razziale; si tratta di comprendere e accettare che noi possiamo rivendicare le nostre origini, tradizioni e cultura per un futuro migliore. Posso essere un artista prima di essere un artista nero. Posso essere un musicista, un creatore e produttore senza alcuna categoria.”

Mercoledì 10 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna

LAKECIA BENJAMIN 

“PURSUANCE – THE COLTRANES”, giustizia sociale e comunità afro-americana.

Lakecia Benjamin, sax alto – Taber Gable, piano – Ivan Taylor, bass – EJ Strickland, drums.

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Star internazionale del funk/r&b/jazz, Lakecia nasce e cresce a New York, con il forte influsso della cultura dominicana, lascito delle sue origini. Impiega ben poco tempo a farsi conoscere e, in pochi anni, mentre è alle superiori, è già sul palco con mostri sacri del jazz (Clark Terry, Reggie Workman, Rashied Ali, ecc.). Grazie al suo talento, Lakecia Benjamin, venne chiamata anche come arrangiatrice e leader della sezione fiati per star della musica come Stevie Wonder, Macy Gray, Alicia Keys, Anita Baker e i The Roots. Dopo un album, “Rise Up”, incentrato sulla giustizia sociale e, in particolare, sui problemi della comunità afro-americana, tra evidenti influenze funk, R&B e Soul, Lakecia presenta il suo terzo album “Pursuance: The Coltranes”, dedicato ai geni di John e Alice Coltrane. Una passeggiata coesa attraverso il lignaggio della forma d’arte jazz, un omaggio a due dei più grandi innovatori musicali del 20° secolo, John e Alice Coltrane. Come dice Abiodun Oyewole “John Coltrane ci portava alla casa di Dio, parlava con Dio nella lingua che Dio conosceva, nella lingua del suono”.

Giovedì 11 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli

ROBERTO FONSECA

“YESUN” ovvero: Acqua, elemento prezioso.

Roberto Fonseca, pianoforte – Yandy Martínez Rodriguez, contrabbasso – Raúl Herrera, batteria.

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Il pianista cubano, ex Buena Vista Social Club, Roberto Fonseca, presenta il suo nono album: “Yesun”. In questo progetto vengono uniti una moltitudine di stili – dal Jazz alla musica Classica, dal Rap al Funk fino a Reggaeton ed Elettronica – infrangendo qualsiasi convenzione. “Yesun” scava in profondità nella musica della terra natale di Fonseca, intrecciando beat, spoken words, tastiere e la risonante voce di Roberto, presentando una Cuba senza confini. Yesun è un gioco di parole che simboleggia l’acqua. Acqua attinta dal pozzo della storia afro-cubana e data con un tocco moderno e lungimirante. Perché nello stesso modo in cui l’acqua, che dà la vita, ha una vasta portata e una forza che cambia forma, così la musica di Fonseca scorre dall’antico al moderno, abbracciando le sfide, stimolando la crescita. Aprendo un canale per i giovani musicisti di Cuba, che prendono ispirazione dalle sue avventure tra i generi musicali e dal suo grande successo all’estero.

Giovedì 11 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna

LNDFK

DON’T KNOW I’M DEAD OR NOT”

Linda Feki, voce, elettronica – Giuseppe Vitale (Zeintheclouds) e Dario Bassolino – piano, synth.

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LNDFK è una producer e songwriter, figlia di due diverse culture, madre italiana e padre arabo, cresciuta a Napoli. La sua musica subisce l’influenza del jazz, del neo-soul e dell’hip-hop, il tutto filtrato tramite il suo bagaglio di esperienze e la sua sensibilità. Con la pubblicazione dei suoi primi singoli ha ottenuto i plausi di pubblico e critica specializzata. La sua musica è stata supportata da numerose radio internazionali (BBC, Worldwide FM, NTS) e ha raggiunto più di un milione di ascoltatori sulle piattaforme digitali. A maggio 2019 è stata tra le protagoniste dell’ultima edizione live del Primavera Sound di Barcellona. Attualmente è impegnata nella lavorazione del suo LP d’esordio, in uscita nei prossimi mesi per l’etichetta newyorkese Bastard Jazz, e licenziato in Italia da La Tempesta.  “Don’t Know I’m Dead Or Not” è il primo singolo estratto dall’album. Il brano è profondamente simbolico: è connesso al fenomeno della depersonalizzazione, un disturbo dissociativo in cui il soggetto avverte un’alterazione della percezione di sé e dell’ambiente circostante. Un primo passo verso una ricerca molto profonda, per raggiungere un’identità più matura e autentica, dura e fragile allo stesso tempo.

Venerdì 12 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli

JOHN SCOFIELD / DAVE HOLLAND DUO

I PRECURSORI DELLA CONTAMINAZIONE STILISTICA

Dave Holland, contrabbasso – John Scofield, chitarra.

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Alla soglia dei 70 anni, Dave Holland continua a lavorare su progetti nuovi con una spinta creativa sempre alta. Contrabbassista inglese, nel 1968 fu notato da Miles Davis che ne restò così colpito da preferirlo a Ron Carter. A New York, Holland, iniziò la sua carriera tra i big e registrò alcuni dischi chiave di Davis. Dopo quest’esperienza formò il gruppo Circlee con Chick Corea, Barry Altschul e Anthony Braxton, aprendo un lungo sodalizio con la casa discografica tedesca ECM.

La musica di John Scofield ha influenzato il mondo del jazz fin dagli anni ’70, e lo fa ancora oggi in maniera significativa. Scofield vanta fan provenienti da molti campi musicali e quasi quaranta album a suo merito; si è espresso con facilità ed entusiasmo nel gergo del bebop, del blues, del jazz-funk, del jazz da camera, della musica elettronica e dei complessi orchestrali. Indipendentemente dalla sua formazione stilistica, il distinto suono della sua chitarra e le sue composizioni sono inconfondibili, sempre arricchite da un’improvvisazione d’eccellenza dedicata alla più raffinata tradizione jazz.

Lunedì 15 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna

GIANLUCA PETRELLA Guest V3RBO 

“COSMIC RENAISSANCE” MUSICA TRASVERSALE E VIDEO ARTE

Gianluca Petrella, trombone, moog, effetti – Mirco Rubegni, tromba –  Riccardo di Vinci, basso – Federico Scettri, batteria, laptop – Simone Padovani, percussioni – V3RBO, Visuals

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È un viaggio cosmico quello del quintetto plasmato da Gianluca Petrella, trombonista refrattario alle etichette che si ispira al grande enigmatico compositore Sun Ra. Petrella, classe 1975, è tra i più riconosciuti musicisti italiani nel mondo. Negli oltre 20 anni di carriera già trascorsi ha collaborato con artisti di fama internazionale scrivendo, performando e incidendo musica in maniera trasversale, dalla sperimentazione al mainstream.  Partendo dall’uso delle tecniche pittoriche tipiche della cultura dei graffiti, V3RBO ha introdotto nuove regole visive, celebrando il writing e indagando le sue derive mediali. Inventore del graffiti-mapping, attualmente si dedica allo sviluppo di opere in realtà virtuale.

Martedì 16 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli

THE VIJAY IYER TRIO

UNEASY

Vijay Iyer, pianoforte – Linda May Han Oh, contrabasso – Tyshawn Sorey, batteria.

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Sia come artista, sia come sostenitore dei diritti civili, Vijay, mantiene sempre un rigoroso senso della prospettiva intorno al suo lavoro sia come artista, sia come sostenitore dei diritti civili, comportandosi sempre con la diffidenza di un estraneo, nonostante un consenso emergente sulla sua importanza di compositore. Tra i suoi brani più conosciuti troviamo: “Configurations” e “Augury”, una meditazione solista che funge da introspezione; “Children of Flint”, il cui titolo si riferisce alla crisi umanitaria scatenata da un approvvigionamento idrico contaminato a Flint, nel Michigan e, più recentemente, “Combat Breathing” in solidarietà con il movimento Black Lives Matter. Gli altri componenti del trio sono: la bassista malese Linda May Han Oh, con il suo jazz rigoroso screziato da sonorità etniche, e Tyshawn Sorey, compositore, polistrumentista e professore di musica contemporanea, allievo di Anthony Braxton.

Giovedì 18 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna

TIN MEN AND THE TELEPHONE

GREATEST SHOW

Tony Roe, piano e electronica – Pat Cleaver, contrabbasso – Bobby Petrov, batteria.

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Tin Men and the Telephone presentano GREATEST show – Global Relocation of Evolved Apes Towards Exoplanet Suitable for Terraformation (rilocazione globale di scimmie evolute verso esopianeti adatti alla terraformazione): una nuova performance multimediale immersiva che combina l’improvvisazione musicale e l’arte visuale con la partecipazione del pubblico attraverso l’utilizzo di un app per smartphone per guidarli verso un argomento di primaria importanza, come il cambiamento climatico, in modo interattivo e divertente, ma anche in grado di stimolare l’autoriflessione.

In un futuro (molto) prossimo, la crisi climatica ha subito un’escalation e per l’umanità è giunto il tempo di lasciare il pianeta Terra. Un nuovo pianeta, praticamente disabitato è stato scoperto e i membri del pubblico sono tra i pochi prescelti per salire su un’astronave diretta verso questa nuova casa. Ad ogni modo, la nuova destinazione è decisamente troppo fredda per la vita umana, ma niente paura! Questo problema può essere risolto rapidamente: gli umani hanno dimostrato una capacità eccellente nel riscaldare il loro ambiente. Come viaggiatore, il pubblico deve collaborare nel creare un piano per riscaldare la nuova casa e contemporaneamente godersi l’intrattenimento live offerto da Tin Men and the Telephon lungo il viaggio.

Domenica 21 Novembre | h 21:00

Monk

THEON CROSS TRIO

WE GO AGAIN”

Theon Cross, Tuba – Nikos Ziarkas, Guitar – Chelsea Carmichael, Sax – Patrick Boyle, Drums
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Theon Cross è uno di quei rari musicisti la cui visione ha ridefinito il loro stesso strumento. Attraverso la combinazione di maestria tecnica, conoscenza musicale approfondita, di una visione espansiva, potenza e originalità, lo stile musicale di Theon ha reinventato il ruolo della tuba nella musica moderna.
Egli si approccia alla sua musica con una sensibilità che viaggia liberamente attraverso stili e generi internazionali ma che rimane comunque profondamente radicata nel suo retaggio afro-caraibico. Per merito della sua flessibilità e potenza, Theon è diventato una presenza indispensabile nella scena jazz britannica attuale: è stato un membro stabile dei Sons of Kemet (vincitori del MOBO award); ha suonato regolarmente con Nubya Garcia, Moses Boyd, con gli Ezra Collective, con il SEED ensemble e molti altri.
Theon Cross non scopre con la sua musica nuovi territori, ma consente al jazz di essere nelle playlist di giovani indie, interpretando le inquietudini della suburbia e mitigandole con le proprie radici caraibiche; ha ridato alla tuba una centralità che andava smarrendosi; non svende il jazz al clubbing ma lo rielabora con mano ferma. ‘We Go Again’ riguarda la scelta di perdonare noi stessi per i momenti di ignoranza del nostro passato e prendere decisioni consapevoli per abbracciare un nuovo giorno di reinvenzione e crescita.


 


 

 

 

 

 

 


Direttore artistico: Mario Ciampà
Ufficio stampa: GDG press – Alessandro Gambino – alessandro@gdgpress.com